AI nelle imprese italiane: il divario delle PMI
In un anno le imprese italiane che usano l'intelligenza artificiale sono raddoppiate. Eppure il divario tra PMI e grandi aziende non si chiude: si allarga. Abbiamo messo in fila i dati ISTAT e dell'Osservatorio del Politecnico di Milano per capire dove si blocca davvero.
In breve
- Nel 2025 usa l'AI il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti: era l'8,2% nel 2024.
- Le grandi imprese sono al 53,1%, le PMI al 15,7%: il distacco passa da 20 a 37 punti in due anni.
- Il primo freno indicato non sono i costi ma le competenze (58,6%).
Quando si parla di intelligenza artificiale nelle imprese, i titoli oscillano tra due estremi: «rivoluzione in corso» e «l'Italia è in ritardo». I dati, letti con calma, raccontano una storia più utile. L'AI sta entrando nelle aziende a una velocità mai vista, ma quasi tutta la crescita avviene dove ci sono già persone e strutture per gestirla.
Raddoppia in un anno
- 5,0%2023
- 8,2%2024
- 16,4%2025
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025
Da una su venti a una su sei in due anni. È la crescita più rapida tra tutti gli indicatori digitali che l'ISTAT misura.
Ma il divario si allarga
Per quasi tutti gli strumenti digitali, dal cloud all'analisi dei dati, la distanza tra piccole e grandi imprese si sta riducendo. Per l'AI succede il contrario.
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025
- 20 p.p.2023
- 25 p.p.2024
- 37 p.p.2025
Punti percentuali; per il 2023 l'ISTAT indica «circa 20 punti».
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025
Settore per settore
La manifattura, che è l'ossatura economica dell'Emilia, è sotto la media nazionale. Chi fa informatica o servizi professionali è già molto avanti.
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025, indicatori per attività economica
Il freno non sono i soldi
Tra le imprese che hanno preso in considerazione l'AI senza poi adottarla, il primo ostacolo non è il costo. È la mancanza di competenze.
Fonte: ISTAT, Imprese e ICT – anno 2025 (più risposte possibili)
Il dato trova conferma nella ricerca del Politecnico di Milano sulle PMI, pubblicata a maggio.
delle PMI italiane non ha investito in AI e non prevede di farlo
delle PMI ha avviato percorsi strutturati di formazione sull'AI
Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI, Politecnico di Milano (maggio 2026)
Un segnale da non sottovalutare
C'è un dato meno citato, ma per noi il più interessante. Tra le imprese che dichiarano di usare l'AI, il 33,4% non sa indicare per quale attività aziendale la usa (era il 15,5% un anno prima). E l'83,3% di queste sono piccole imprese, tra 10 e 49 addetti.
Tradotto: molte PMI hanno iniziato ad usare l'AI senza un processo di riferimento. Qualcuno usa un chatbot per scrivere email, qualcun altro per riassumere documenti. Utile, ma difficile da misurare e ancora più difficile da far crescere.
Da dove partire
- 01Competenze prima degli strumenti
una formazione breve e pratica per chi userà l'AI ogni giorno.
- 02Un processo, non un'idea generale
ordini, preventivi, documenti in entrata: qualcosa di ripetitivo e misurabile.
- 03Un indicatore scelto prima
tempo per pratica, errori, tempi di risposta. Senza, non sai se funziona.
Il divario con le grandi imprese non si recupera comprando la stessa tecnologia, ma usando meglio poche applicazioni ben scelte. Se vuoi capire da quale processo partire, ti aiutiamo in un'ora di analisi gratuita.
